strategicstudies

Dicembre 28, 2008

Paolo Pergolizzi Le nuove Br Aliberti editore 2008 15 euro

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , , , — prupitto24 @ 8:05 pm

L’inchiesta del giornalista Pergolizzi affronta con chiarezza e rigore-anche attraverso le lettere dal carcere dei brigatisti e le loro intercettazioni- il nuovo terrorismo brigatista che, pur rifacendosi a livello tematico e a livello di modus operandi alle vecchie brigate rosse, affonda le proprie radici politiche e sociali in un humus complessivamente differente e non rappresenta-a differenza delle br storiche-un effettivo pericolo per lo stato. Grazie alla professionalita’ investigativa della Digos,dei Ros e dei Ris e naturalmente della magistratura italiana -ed in particolare di Salvini e della Boccassini-e’ stato possibile smantellare rapidamente l’affermarsi del nuovo brigatismo. Collocato geograficamente soprattutto tra Milano e Padova-con legami stretti con gli esuli francesi e con alcune delle principali strutture omologhe svizzere- gli obiettivi presi di mira erano altamente simbolici -magistrati,giuslavoristi e politici-che dovevano essere eliminati attraverso il ricorso ad armi di calibro diverso(dalle pistole ai fucili di calibro 22 e 30 fino alle mitragliatrici tradizionali quali il kalashikhov e l’uzi ).Se l’estrazione sociale dei nuovi brigatisti-come d’altronde quella delle vecchie br-per quanto variegata- si polarizza tra la realta’ operaia e la piccola-media borghesia,il contesto politico dal quale provengono e’ ben circoscritto poiche’ si concentra esclusivamente all’interno dei sindacati-Cgil e Fiom- e all’interno del centro sociale “Gramigna”di Padova.Se l’infiltrazione all’interno della realta’ lavorativa del precariato aveva il solo scopo di strumentalizzarla dandole uno sbocco eversivo,le tematiche antiimperialiste,antiatlantiche- e in particolare antiamericane e antiisraeliane- costituiscono veri e propri elementi di continuita’ ideologica sia con il passato che con il movimento no global almento tanto quanto la difesa ad oltranza di tutte le principali organizzazioni terroristiche internazionali verso le quali manifestano apprezzamento e solidarieta’ politica.A parte il centro sociale “Gramigna”-che l’autore considera una vera e propria incubatrice del nuovo terrorismo dal momento che il loro radicale rifiuto della democrazia rappresentativa li conduce alla necessita’ di attuare la lotta armata -e a parte il ruolo storico della citta’ di Padova-che diede il battesimo a Negri-,le organizzazioni eversive smantellate sono state il Partito comunista politico militare-aderente alle linee programmatiche di Seconda posizione formazione storica sorta a seguito di una scissione all’interno delle br- e le Carc nate nel 1992 -ad opera di Giuseppe Maj-dalla unione di gruppuscoli trozkisti e dell’ex autonomia operaia. Inoltre le indagini degli inquirenti hanno permesso di giungere ai loro legami internazionali ed in particolare alle connivenze con la Stauffacher fondatrice della Struttura Rivoluzionaria svizzera e leader di Soccorso Rosso internazionale organizzazione sorta per legare la resistenza dei compagni nelle carceri a quella che si sviluppa all’esterno con la lotta operaia e che comprende anarconsurrezionalisti,marxisti,,movimentisti e simpatizzanti d’area.

GAGLIANO GIUSEPPE

DONATELLA DELLA PORTA-HERBERT REITER-POLIZIA E PROTESTA-IL MULINO 2008 24 EURO

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , , , — prupitto24 @ 7:39 pm

L’inquadramento storico svolto dagli autori intende abbracciare l’evoluzione della polizia dal 1948 al 2000 partendo da precise premesse ideologiche e giungendo ad altrettante conclusioni ideologiche che oscillano tra una impostazione di sinistra moderata ed un approccio affine a quello del il Manifesto.D’altronde l’utilizzazione delle fonti ufficiali-quali ad esempio le pubblicazioni periodiche della polizia-viene attuata con intenti chiaramente strumentali tanto quanto l’utilizzazione delle fonti politiche costituite dalle pubblicazioni comuniste e dai discorsi palamemtari della sinistra nei confronti dei quali il sostegno degli autori risulta evidente.Fin dalla sua genesi la polizia italiana e’ stata strettamente vincolata al potere politico prima quello fascista e poi quello democristiano che non solo non ha attuato una radicale superamento rispetto al regime fascista ma ha contribuito al mantenimento di una continuita’ ideologica soprattutto per far fronte in modo efficace all’avanzata del comunismo in Italia.Nonostante I numerosi problemi relativi al deficit di bilancio e alla insufficienza numerica del personale,Scelba -a partire dal 1947-pur dimostrando -secondo gli autori-di essere un pessimo datore di lavoro,fu in grado di razionalizzare la Celere,di porre ai vertici della polizia un uomo di provata fede anticomunista-quale fu il Gen.D’Antoni-,fu in grado di proseguire nel consolidamento della militarizzazione della polizia preparandola ad una possibile guerra civile anticomunista,seppe far leva sulla capillare rete informativa dei carabinieri ma soprattutto fu in grado di rispondere con fermezza alle proposte della opposizione comunista di disarmare la polizia attraverso una rapida quanto radicale smilitarizzazione riuscendo inoltre a costruire una immagine del poliziotto -presso l’opinione pubblica-posta a meta’ strada tra il martire e il soldato dell’ordine e usando la repressione preventiva accanto a quella tradizionale quale strumento di ripristino dell’ordine pubblico.Il consuntivo stilato dagli autori relativo alla gestione scelbiana e’ assolutamente negativo e pone l’accento soprattutto sulla brutale e spietata repressione messa in atto dalla polizia a danno di maggioranze inermi. Le problematiche emerse in modo dirompente-anche a causa di una stampa sapientemente manipolata sottoliniamo noi-dalla vicenda Sifar e da quella del Gen.De Lorenzo a partire dal 1967,consentiran-no alla sinistra socialista-attraverso il senatore Fenoltea e con il pieno sostegno dei comunisti-di proseguire nella volonta’ di smilitarizzazione della polizia proponendo un modello alternativo-quello della polizia inglese- che si rivelera’ una abile manovra diversiva, destinata tuttavia a naufragare grazie alla opposizione ferma e decisa della Dc e dell’Msi,opposizione che avra’ modo di proseguire in occasione del sostegno ideologico e organizzativo dato dalla sinistra parlamentare-e in particolare dal Pci,Psiup e Psi- al movimento studentesco sostegno,connivenza e complicita’ che induranno la polizia ad una progressiva ed inevitabile militarizzazione dello scontro.Gli epigoni prevedibili ai quali giungera’ la sinistra extraparlamentare non potranno che essere quelli terroristici,epigoni che costringeranno la sinistra comunista a compiere un vero e proprio capovolgimento di posizione ideologica che giungera’ al pieno sostegno-attraverso il ministro degli interni ombra del Pci Pecchioli- alle proposte di Cossiga ed in particolare alla approvazione della legge Reale nel 1975 e alla nascita nel 1978 dell’Ucigos e della Digos. Tuttavia proprio fra il 1975 e il 1977 la smilitarizzazione della polizia e la sua inevitabile sindacalizzazione-si pensi ad esempio alla nascita del Siulp nonostante l’opposizione dei vertici- avra’ modo di attuarsi con il sostegno della maggioranza e della opposizione parlamentare ma soprattutto grazie a quello della triade sindacale.Nel giro di breve tempo-sostengono gli autori con inconsueta onesta’ intellettuale-la sindacalizzazione portera’ ad una cogestione clienterale estremamente nociva per la credibilita’ e l’efficienza della istituzione ma portera’ altresi’ ,da un lato. ad un profondo ridimensionamento tra la base rappresentata dai sottouffiacili e il vertice rappresentato dagli ufficiali e ,dall’altro lato, ad una profonda revisione degli ordinamenti disciplinari.Sia l’adozione di nuovi modelli di controllo delle folle alternativi ma non sostitutivi a quello della repressione-pensiamo alla interazione cooperativa,a quella negoziata,a quella ritualistica o a quella dell’isolamento-sia l’inserimento a pieno titolo delle donne rientrano nella necessaria e salutare modernizzazione delle forze dell’ordine,modernizzazione che tuttavia non ha inficiato la necessita’ di conseguire -attraverso la Digos-una interpretazione della realta’ a tutto campo a scopo informativo e preventivo e di fronte alla quale-ancora una volta-gli autori dimostrano ora ostilita’ aperta ora diffidenza confermando in tal modo la pesante ipoteca ideologica del loro lavoro.
GAGLIANO GIUSEPPE

JACQUES FAUVET-JEAN PLANCHAIS- LA RIVOLTA DEI GENERALI -AREA 1962

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — prupitto24 @ 7:37 pm

E’ arduo non caratterizzare questo saggio-scritto a quattro mani da due celebri redattori di Le Monde-come un volume esplicitamente fazioso,ironico e sarcastico insieme ma proprio per questo lontano dall’ipocrisia che spesso connota la falsa neutralita’.Contagiati dal virus politico della guerra contro i Vietmin e dalla guerra di Algeria,alcuni fra i piu’ autorevoli rappresentanti delle forze armate francesi diedero vita-tra il febbraio e l’aprile del 1961- al golpe algerino che avrebbe dovuto portare a termine la guerra di Algeria nonostante gli scopi gaullisti fossero oramai orientati alla concessione della indipendenza.I ritratti degli attori che organizzarono il golpe sono lapidari,netti e non lasciano spazio a equivoci sulla grandezza di alcuni ufficiali golpisti ma neppure sulla mediocrita’ di altri.Pensiamo a Salan uomo ambizioso,errante repubblicano, integerrimo sia nella difesa dei comitati di salute pubblica sia nell’accusare De Gaulle di complicita’ con il FLN; al Gen.Jouhar repubblicano e arrivista,comandante della V zona aerea e presidente dell’Unione nazionale dei francesi.E che dire di Challe,ufficiale proveniente dall’Accademia di Saint-Cyr,ottimo elemento della intelligence militare,di simpatie socialiste, che comprese la fondamentale importanza delle riserve generali come punta di diamante per una migliore strategia offensiva e che fu considerato anche per questo il vero garante dell’unita’ dell’esercito francese ad Algeri?Come non ricordare poi Argoud-proveniente dall’Ecole Polytecnique- e fondatore della prima divisione motorizzata celere in Germania?E che dire di Godard,eroe della resistenza nel 1941,ufficiale in Indocina nel 1948,di natura rude e introversa, che insieme a Trinquier fu il vero vincitore della battaglia di Algeri grazie alla realizzazione del dispositivo di protezione urbana?Ma un ruolo altrettanto rilevante svolsero i teorici della guerra rivoluzionaria quali Broizat( apostolo della guerra totale,ex comunista,comandante della I Rep nel 1960),Larechoy(creatore delle gerarchie parallele,autore di un celebre saggio nel 1954 sulla guerra rivoluzionaria che rinnovo’ profondamente la strategia francese ) e naturalmente le pubblicazioni della Cité catholique fondata da Jean Oussey(periodico del cattolicesimo integrista e portavoce della necessita’ di attuare una controrivoluzione) e del Centre d’etudes de defense nationale di cui il periodico clandestino Armèe-Nation si fara’ portavoce.Ebbene se le velleita’ golpiste si concluderanno rapidamente-grazie al decisionismo di De Gaulle e alla capillare intelligence della Surete,altrettanto rapidamente si concluderanno le manifestazioni di opposizione da parte socialista e comunista -si pensi ad esempio al Pcf,alla Cgt e al Psu- che fra l’altro non persero occasione per esprimere (ma inutilmente) la necessita’ di porre in essere una milizia popolare. Quanto alle commissioni di inchiesta, queste rappresentarono un sostanziale fallimento sia sotto il profilo giudiziario che sotto il profilo politico-militare poichè determinarono una inesorabile disgregazione dell’esercito ed un vulnus tra le forze armate e l’opinione pubblica ,opinione pubblica che non tardo’ a dimenticare l’eroico contributo del potere militare durante la seconda guerra mondiale e durante le guerre coloniali -quest’ultime fra l’altro ampiamente sostenute dalla societa’ francese-e a trasformarlo in disprezzo incoraggiato,alimentato dalla guerra psicologica attivata dal comunismo francese sulla pericolosita’ della quale proprio gli ufficiali golpisti avevano messo in guardia il potere politico e i vertici del potere militare.
Gagliano Giuseppe

RENATO FARINA ALIAS AGENTE BETULLA PIEMME 2008

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , — prupitto24 @ 7:35 pm

Il volume di Farina-ex giornalista di Libero e attualmnete deputato e membro permanente del Comitato dei diritti umani della Commissione europea-costituisce da un lato un pampleth di autodifesa ironico,graffiante e umanamente coinvolgente ma dall’altro lato e’ un atto di denuncia limpido e mai rancoroso nei confronti dei suoi accusatori.Grazie alla sua attivita’ giornalistica, alla sua appartenza a Cl e ai suoi autorevoli contatti in Vaticano e nel centro destra, fra l’1987 e 1999 rivesti’ il ruolo di mediatore diplomatico informale di alto profilo in contesti geopolitici differenti(dall’Eritrea nel 1987,alla Guinea-Bissau nel 1990 per arrivare al 1998 a Cuba e nel 1999 in Kossovo ove diverra’ un elemento di raccordo di grande rilievo tra Ristic-plenipotenziario di Milosevic -e il governo italiano) dimostrando in tal modo l’efficacia di un giornalismo militante.Proprio in ossequio a questa scelta di vita,Farina decise di collaborare come operativo con il Sismi -allora diretto dal Gen.Pollari-ed in particolare con Pompa-analista di fiducia di Pollari- definito da Farina un esperto di levatura internazionale nelle fonti aperte.Ancora una volta in qualita’ di mediatore-questa volta tra il mondo arabo -via Imad e Al Jazeera-e l’Italia sara’ in grado di svolgere un ruolo prezioso a livello politico diplomatico soprattutto nella vicenda degli ostaggi italiani nel 2004 .Tuttavia l’opposizione -ferma e decisa-di Pollari nei confronti delle renditions della Cia -fra l’altro legittimate dall’Unione europea -coinvolgera’ a livello giudiziario Farina in qualita’ di collaboratore del Sismi ,coinvolgimento che si tradurra’ in una odissea giudiziaria nella quale il pm milanese Spataro-coadiuvato da Repubblica,Espresso e Corsera-svolgera’ il ruolo di solerte inquisitore liquidando con un trattto di penna Pollari,Pompa e naturalmente Farina in ossequio ad un preciso teorema politico secondo il quale il Sismi-in quanto il braccio operativo della Cia in Italia-avrebbe contribuito alla rendition di Abu Omar.Il modus operandi di Spataro avra’ l’effetto-da un lato- di determinare un vulnus tra la Cia e il Sismi indebolendoli entrambi sul fronte della lotta al terrorismo e -dall’altro lato- di gettare discredito su fedeli e integerrimi funzionari vincolati al segreto di stato. Al di la’ delle tragicomiche vicende legate al rispetto della secretazione degli interrogatori di Farina-interrogatori che inesorabilmente finivano in pasto ai giornali-e al di la’ della conclusione della vicenda giudiziaria-Farina sara’ condannato al pagamento di una sanzione amministrativa e sara’ scagionato dall’accusa di essere un agente effettivo del Sismi-il volume fa emergere con estrema chiarezza la paradossale lotta tra apparati di stato(che avrebbero e dovrebbero collaborare strettamente per la sicurezza del nostro paese),la vilta’ e la meschinita’ dell’Ordine dei giornalisti-con le dovute eccezioni- , ma soprattutto la pericolosita’ dello stretto legame tra apparati giudiziari e testate giornalistiche legami che inficiano profondamente l’equilibrio dei poteri.
Gagliano Giuseppe

FABRIZIO CALVI-ANDREA CASAZZA,IL NEMICO DEL MIO NEMICO.CIA,NAZISTI E GUERRA FREDDA-REAL CINEMA FELTRINELLI(LIBRO E DVD),NOVEMBRE 2008

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , — prupitto24 @ 7:33 pm

Nel giugno del 1945 il cap.Boker-durante gli interrogatori degli ufficiali tedeschi nel campo di prigionia di Wiesbaden-ebbe la possibilita’ di incontrare Gehlen ex comandante delle Fremde Heere Ost,addetto dunque allo spionaggio ai danni dell’Urss e di comprendere-in omaggio ad una lucida realpolitik-l’importanza fondamentale che a livello informativo avrebbero potuto avere gli ex ufficiali nazisti nel consentire agli americani di vincere la terza guerra mondiale.Durante la guerra infatti gli ufficiali dell’FHO furono in grado sia di redigere una ampia rassegna di intelligence sulle forze armate sovietiche e sui loro dispotivi di spionaggio sia di realizzare una vasta rete di agenti operativi su territorio tedesco.L’interesse manifestato dal cap.Boker e dal gen Sibert-a capo dei servizi segreti dell’esercito americano(il celebre G-2)-consentiranno a Gehlen e a Baun-capo della sezione Stab Walli 1 sorta con lo scopo di manipolare le reti di spie dietro le linee sovietiche-di attivare le cosidette “reti di Bau e Gehlen”,reti che furono possibili grazie al lavoro prezioso di ex membri delle Waffen SS e dell’Sd e fra questi particolare importanza svolse la Dienstelle 114,la sezione di controspionaggio diretta da Deppner con lo scopo di infiltrare agenti nella zona sovietica di Berlino. La portata e l’efficacia di queste organizzazioni indusse il Cic a prendere in attenta considerazione la possibilita’ di formalizzare la loro esistenza. Ma sara’ solo nel luglio del 1949 che la nuova agenzia di spionaggio americana nata dalle ceneri dell’Oss di Donovan,la CIA,gestira’ l’organizzazione Gehlen con l’approvazione dei vertici politico-militari statunitensi. ribattezzandola “Zipper” .Nonostante l’appoggio americano e il sostegno del nuovo cancelliere tedesco Adenauer nel 1950 Gehlen era stato indicato quale candidato per la direzione del Bfv ma l’opposizione inglese e francese indurranno Adenauer a optare per Otto John.Soltanto nel 1956- con il sostegno esplicito degli Usa e il pieno consenso di Adenauer nascera’-nella Repubblica Federale tedesca-la BND il cui quartier generale sara’ ubicato a Pullach e alla cui direzione verra’ naturalmente posto Gehlen.Un ruolo di rilievo nel contrasto dell’Urss rivesti’ sia la Delegazione per l’immigrazione argentina(DAIE) sorta a Genova e diretta da Fuldner ex capitano delle SS. Grazie ad essa numerosi ex nazisti-e fra questi Barbie-che con il nome fittizio di Altmann pote’ raggiungere la Bolivia-Priebke,Eichmann poterono lasciare l’Europa per recarsi in Sudamerica sia padre Draganovic,sacerdote croato che in qualita’ di membro della Confraternita di San Gerolamo-con sede a Roma-rilasciera’ agli ex nazisti-e fra questi a Barbie-passaporti falsi in grado di consentire loro una via di fuga rapida e sicura.Ebbene non soltanto l’Oss e il Cic erano a conoscenza del ruolo rivestito dal sacerdote croato ma lo sostennero finanziariamente fino al 1962.Significativa a tale proposito la vicenda di Barbie ampiamente illustrata dal documentario-in formato dvd- diretto da Kevin MacDonald. Entrato nel 1935 nell’Sd, sara’ destinato nel maggio del 1940 in Olanda con lo scopo di eliminare ebrei,zingari e tutti i soggetti sovversivi che potessero compromettere la purezza della razza ariana.L’efficienza dimostrata gli consentira’ di diventare Comandante superiore d’assalto nella zona meridionale della Francia -piu’ precisamente a Lione-dal novembre del 1942 al giugno del 1944- anni nei quali smantellera’ la rete di resistenza francese gaullista eliminando il suo resposabile Jean Moulin.La sconfitta della Germania costringera’ Barbie a fuggire da Lione ma gli offrira’ l’oppurtunita’- nella primavera del 1947- di collaborare con il cap.Taylor-responsabile del Cic statunitense a Augsberg -grazie alla mediazione di Merk(ex membro dell’Abwehr) .Fino al 1948 lavorera’ per gli americani in funzione antisovietica fino a quando-dietro pressione francese-non sara’ costretto a recarsi in Bolivia proprio grazie a padre Dragonovic. A partire dal 1951,Barbie sara’ in grado di porre in essere una rete di rapporti con i gruppi degli ex generali tedeschi legati al regime boliviano e,nel 1966,con l’appoggio determinante del gen.Barrientos- nuovo capo di stato e primo beneficiario dell’aiuto di Barbie durante il golpe del 1964 -creera’ la compagnia marittima Transmarittima Boliviana.Un ruolo analogo Barbie rivestira’ nel sostegno al gen Banzer nel 1971.La caduta del regime militare e la formazione di una coalizione politica di sinistra in Bolivia nel 1982, segnera’ la fine di Barbie .Estradato in Francia nel 1983 verra’ condotto nella prigione di Saint-Joseph nel centro di Lione e verra’ difeso-su consiglio della figlia Ute Messner-da Jacques Verges. Nonostante l’istruttoria fosse durata quattro anni -dall’83 all’87- la condanna all’ergastolo per crimini contro l’umanita’ era prevedibile e auspicabile da gran parte della societa’ civile francese. Tuttavia l’arringa difensiva di Verges-di cui il documentario mostra qualche passaggio-denunciera’ da un lato, la sostanziale ipocrisia di coloro che dopo averlo utilizzato durante la guerra fredda per ragioni di correttezza politica lo abbandonarono e ,dall’altro lato, avro’ modo di rilevare la sostanziale equipollenza tra il modus operandi dell’imputato e quello degli ufficiali francesi durante la guerra di Algeria.Per quanto paradossale possa sembrare Barbie fu in fondo vittima della stessa realpolitik che lo a veva sostenuto durante gli anni della guerra fredda.

GUIDO OLIMPO ALQUEDA.COM RIZZOLI 2008

Inviato speciale negli Usa per conto del Corsera in questo volume il noto giornalista italiano illustra con la usuale chiarezza e semplicita’ alcuni aspetti-indubbiamente rilevanti-della galassia terroristica di Alqueda. Non c’e’ dubbio che il web sia diventato oramai un vero e proprio campo di battaglia virtuale nel quale la cyberwarfare- da parte dell’integralismo musulmano alquedista- viene condotta con grande professionalita’ ed efficacia.Se il modus operandi della controinformazione di Alqueda e’ stato in parte ereditato da Hamas-ed in particolare fondamentale si rivela la influenza di Azzam su Bin Landen-pur tuttavia le tecniche messe in atto sono certamente originali.Infatti al di la’degli obiettivi soft colpiti dal terrorismo islamico secondo un approccio tradizionale-p.e. attraverso gli attacchi suicidi o attraverso la distruzione di infrastrtture civili critiche e al di la’ della emulazione per contaminatio -effettuata per esempio in Algeria a partire dal 2006-la realizzazione di un network rizomatico sovranazionale ha permesso ad Al Queda di diffondersi rapidamente e in modo capillare ponendo enormi difficolta’ alla intelligence occidentale.Difatti, sia i principali protagonisti del movimento alquedista -e fra questi Adam Gadahn esperto nella cyberwarfare,Abu Yahya elemento operativo,Mustafa Abu al Yarid esperto nel settore economico-sia le cellule terroristiche autonome o i raggruppamenti eversivi di affinita’,hanno da un lato saputo valorizzare la componente femminile invogliandola nell’attuare attacchi suicidi e dall’altro lato sono stati in grado attraverso il web-e piu’ precisamente attraverso siti come Al Farouq e il Global Islamic Media Front– e le trasmissioni satellitari arabe di mettere in atto una ampia quanto valida campagna di controinformazione-all’insegna del piu’ viscerale antiamericanismo e antisemitismo- e di reclutamento mettendo on line ora numerosi manuali di guerriglia,handbooks di pychological warfare ed anche dettagliate istruzione per l’uso di bombe sporche ora costruendo comunita’ virtuali per fare proseliti o piu’ semplicemente per mettere a punto strategie di azione di breve e lungo periodo.La stessa disponibilita’ economica-oltre che realizzarsi atttraverso i consueti canali dellautofinanziamento,dei fondi arabi privati-ha potuto rinnovarsi proprio attraverso la violazione della privacy economica o attraverso l’investimento nel gioco d’azzardo on line. Le contromisure adottate dalla amministrazione americana sono apparse -all’autore-controproducenti e deleterie la’ dove hanno posto l’enfasi su una soluzione di tipo tradizionale -quale la guerra offensiva- (alludiamo alla guerra in Iraq) e portatrice di gravi violazione dei diritti umani (alludiamo all’uso della tortura presso la base militare di Guatanamo) efficaci e degne di emulazione la’ dove hanno trovato modo di attuarsi sottoforma di cyberwarfare attraverso il NCC,la NCSD della Homeland Security,il CC dello Strategic Command,attraverso specifiche disposizioni legislative quali il terrorist Surveillance Program della NSA ma sopratutto grazie l’iniziativa del commissario newyorchese Kelly che, con l’ausilio di un organismo specifico denominato NYPD ,ha saputo attuare un coordinamento informativo sovranazionale con le altre polizie nonostante le prevedibili resistenze del Pentagono e dell’Fbi.Ed e’ proprio su questo percorso che le intelligence europee e’ bene che procedano superando-la’ dove sara’ possibile-le reciproche rivalita’ all’insegna della realizzazione di un fronte comune contro l’integralismo islamico oramai poliedrico e sfaccettato.
Gagliano Giuseppe

MARIE-MONIQUE ROBIN ESCADROND DE LA MORT,L’ECOLE FRANCOISE-LE DECOUVERTE EDITIONS-13EURO

La consapevolezza da parte della istituzione militare francese di avere all’interno del proprio territorio un temibile nemico interno o quinta colonna fu chiaramente espressa dal Col.Saint-Opportune presso l’IHD nel 1948,da Joba e dal Gen.Chassin proprio nello stesso periodo.Ma sara’ soltanto con Larechoy che l’universo strategico militare francese prima ed extraeuropeo poi cambiera’ profondamente.Larechoy era infatti giustamente persuaso che il comunismo, attraverso la guerra psicologica e la guerra di popolo, fosse in grado di agire dentro la societa’ civile senza rispettare ne’ le regole del diritto militare ne’ le convinzioni di Ginevra ma soprattutto fosse nelle condizioni di agire secondo la modalita’ delle gerarchie parrallele che -sorte grazie ai viet-min-l’ufficiale francese-insieme a Trinquier-aveva avuto modo di studiare e apprezzare per la loro efficacia strategica durante la guerra di Indocina.Divenuto nel 1953 direttore del Ceaa avra’ la possibilita’ di introdurre I nuovi concetti strategici della guerra psicologica all’interno delle piu’ prestigiose istituzioni militari francesi approfondendo la sua interpretazione della polimorfica attivita’ ideologica del comunismo fino alla teorizzazione delle celebri quattro fasi attraverso le quali il comunismo penetrava nei gangli della sociata’ civile fino ad eroderli attraverso l’utilizzo della guerra di popolo che era considerata l’ultimo stadio del processo di assoggettamento della societa’ al comunismo.L’insieme dei suoi contributi saranno giudicati di cosi’ elevata importanza per il successo nella guerra contro l’Fln, che prenderanno forma di direttive strategico-militari nel celebre documento denominato TTA 117.Accanto al Col.Larechoy l’innovazione del quadro teorico della strategia francese sara’ reso possibile da Aussaresses-che lavorera’ nel Sdece-,da Morlane-realizzatore dell’11°Choc- e da Trinquier che teorizzera’ e applichera’ durante la battaglia di Algeri il quadrilatero urbano ispirandosi in senso lato a Napoleone.L’insieme dei loro contributi consentira’ al decisore politico da un lato di comprendere lucidamente come il nazionalismo-per esempio quello del Fln-fosse in realta’ uno strumento ad usum delphini del comunismo internazionale per affermare piu’ rapidamente la propria egemonia e dall’altro lato indurra’ le istituzioni militari francesi a realizzare centri di alta formazione-come il Cipcg ad Arzaw-alla guerre psichologique. L’esito giuridico-politico di queste fondamentali innovazioni prendera’ forma nella necessita’ di modificare le norme giuridiche in Algeria per adattarle ad uno stato di eccezionalita’-modifiche che saranno rese possibili dal Ministro della Giustizia Maunoury e dal Gen.Brebisson- nel quale la centralizzazione della intelligence,il potere di requisizione esteso a ventiquattro ore,il diritto di sospensione dei funzionari sospetti e l’interdezione dagli uffici pubblici per I soggetti sospetti costituiranno alcune delle novita’ piu’ rilevanti.Il passo successivo sara’ il conferimento dei pieni poteri nel 1957 su Algeri al Gen.Massu- da parte del premier socialista francese Lacoste- che fara’ perno su Trinquier, Ausaresses e Bigeard per portare a compimento la celebre operazione Champagne con la quale nel gennaio del 1957 infligerra’ una pesante sconfitta politico-militare all’Fln dando avvio alla pratica-legittimata politicamente-della tortura.A coronamento di questo processo-oramai inarrestabile-nel marzo del 1957 Trinquier mettera’ a punto il Dpu che contribuira’ al successo francese-sotto il profilo militare- ai danni del Fln unitamente alla realizzazione del Gre da parte di Leger.Il dispositivo di contrasto francese alla offensiva del Fln, trovera’ il proprio coronamento con la nascita del Cegs nel 1959 sotto la direzione di Bigeard-ufficiale che aveva gia’ avuto modo di rinnovare profondamente la strategia offensiva francese in Algeria con l’introduzione dell’elicottero quale strumento di assalto e non solo quale strumento di ricognizione- che rappresentera’ la piu’ importante istituzione militare francese per la guerra psicologica e la controguerriglia.Sotto il profilo squisitamente ideologico l’integrismo cattolico della Cite chatolique-e quindi dei suoi piu’ significativi rappresentanti quali Ousset e il Gen.Weygand-,la nascita del Cespes con Sauge e la pervasiva influenza della Grande O-vera e proria corrente nazionalistica e integrista cattolica- nelle forze armate contribuiranno in Francia in termini tutt’altro che marginali a dare sostegno alla guerra psicologica anticomunista.Ebbene l’efficacia sul campo dimostrata dalle molteplici innovazioni strategiche francesi contribuira’ in modo indiscutibile a influenzare il quadro teorico della strategia militare controinsurrezionale americana e di quella di gran parte dell’America latina.A tale riguardo,l’influenza francese negli Stati Uniti -pur precisando che gia’ l’istituzione militare americana aveva contribuito con l’Oss di Donovan e con l’istituzione di Fort Benning e Fort Bragg alla teorizzazione della controguerriglia e della guerra psicologica-sara’ dimostarta dalla presenza di Larechoy a Fort Bragg in qualita’ di specialista di guerra psicologica,da quella di Ausaresses nel 1962 a Fort Benning in qualita’ di istruttore di fanteria per non parlare poi del lavoro di traduzione e divulgazione compiuto da Fall degli scritti di Trinquier le cui innovazioni stategiche contribuiranno in modo determinante a rinnovare il modus operandi delle forze speciali americane durante la guerra fredda.Ora al di la’ della influenza di indubbio rilievo esercitata dalla innovativa strategia di guerra psicologica francese su quella brasiliana-si pensi che proprio Ausaresses nel 1973 in qualita’ di attache’ frequentera’ il Centro di addestramento alla controguerriglia di Manaus fondato da Branco nel 1964-e a quella esercitata su quella cilena come chiaramente confermato da Contreras direttore della Dina nella intervista rilasciata all’autrice-l’influenza piu’ importante sara’ quella determinata sul modus operandi della istituzione militare argentina come dimostrano senza alcun ombra di dubbio I contributi di de Naurois e Badie nel 1957 presso la Scuola di guerra di Buenos Aires in qualita’ di esperti di controinsurrezione,contributi il cui rilievo sara’ ampiamente dimostrato dalla necessita’ di istituire una missione permanente in Argentina che, grazie al contributo di Brentesque e Ballester da parte francese e di Anaya e Montes da parte argentina, consentira’ alla strategia militare argentina di intrapendere la strada della counterinsurgency sul modello francese e di applicarla con successo nel contrasto della insorgenza comunista.Ebbene proprio su questa variegata e molteplice influenza pone l’enfasi l’autrice-celebre giornalista e ricercatrice francese-allo scopo di dimostrare la legittimita’ interpretativa da un lato della tesi dello studioso americano Paret secondo il quale la strategia controinsurrezionale francese avrebbe ribaltato I tradizionali legami di subordinazione tra il potere miliatre e quello politico dando come esito una deriva reazionaria e golpista e dall’altro lato di dimostrare-attraverso mirate e approfondite interviste ai protagonisti della strategia controinsurrezionale francese,argentina,cilena e americana-come I contributi teorici degli strateghi francesi abbiano fornito il quadro teorico-operativo per la nascita dell’Oas e di tutte le principali dittature militari in America Latina.
GAGLIANO GIUSEPPE

ROSE MARY SHELDON SPIE NELLA BIBBIA-LEG 2008-24 EURO

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , — prupitto24 @ 7:20 pm

Specializzata nella storia dello spionaggio,l’autrice-direttrice del Dipartimento di Storia presso il Virginia Military Institute-esamina con estrema compentenza filologica e storiografica le modalita’ conflittuali attuate da Israele nel periodo compreso tra l’esodo dall’Egitto fino alla campagna militare del 132-135 d.c. di Bar Kobeka contro I Romani per affermare la propria identita’ politica e religiosa.Il ricorso ad agenti infiltrati-presenti gia’ al tempo di Mose’ e Giosue’-per contrastare il nemico ,l’utilizzo di abili e astute donne in qualita’ di agenti operativi in grado di svolgere operazioni di disinformazione e di eliminazione -quali per esempio Rahab, Giuditta e Dalila-dimostrano uno sviluppato senso del comando e una elevata capacita’ di pianificazione militare tanto quanto il ricorso-assai frequente in verita’-all’imboscata -come nel caso di Gedeone-e alla guerriglia.Se non c’e’ dubbio alcuno che le covert operations sotto la monarchia unificata di re David svolsero un ruolo determinante almeno quanto il ruolo attribuito alla dimensione topografica per conseguire vantaggi tattici di rilievo,alla guerriglia verra’ attribuita una importanza enorme -come dimostra l’addestramento accurato che Giuda Maccabeo diede al suo popolo per contrastare con successo I Seleucidi-determinata dalla disparita’ numerica e dal gap tecnico degli armamenti tra l’esercito ebraico e I suoi nemici,disparita’ che fu possibile superare anche attraverso il ricorso sistematico-fatto dalla setta dei Sicari-al rapimento,al saccheggio e alle operazioni terroristiche tout court.L’utilizzazione spietata ed accurata insieme di queste tecniche furono ampiamente legittimate dalla feroce repressione cui furono sottoposti gli ebrei durante il dominio romano che,con la eliminazione di Gesu’ -sotto Pilato-considerato un pericoloso sovversivo in qualita’ di capo guerrigliero e quindi giudicabile secondo il crimine di ribellione,dimostrarono al di la’ di ogni dubbio di essere in grado di controllare in termini capillari l’ordine interno. Tuttavia anche I grandi imperi hanno il loro tallone di Achille come dimostra la guerra intrapresa da Kokeba nella riappropiazione delle alture della Giudea e di Gerusalemme che ricorse ad una tattica mobile e sfrutto’ con relativo successo le risorse difensive del deserto ai danni dell’imperatore Adriano che non ebbe altra scelta che quella di ricorrere ad una politica di sterminio per domare la rivolta abbinata ad una guerra d’assedio nella quale l’uso della controguerriglia svolse un ruolo determinante.
GAGLIANO GIUSEPPE

Dicembre 3, 2008

Giorgio Galli -La democrazia e il pensiero militare -Leg 2008

Archiviato in: POLITICA, militare — Tag:, , , , , — prupitto24 @ 1:37 pm
 Non c’e dubbio-come esplicitamente sostiene il politologo milanese Galli-che nel contesto europeo non vi sia alcun rischio attualmente di svolte autoritarie patrocinate dal potere militare.Tuttavia lo svuotamento politico delle democrazie rappresentative potrebbe contribuire a dare spazio alle élite militari nell’influenzare in modo determinante la politica estera ed interna delle nazioni europee.Sotto il profilo squisitamente storico il potere militare-nel novecento ed in particolar modo durante la cold war-ha contribuito ad attuare svolte ora reazionarie ora nazionalcomuniste.Si pensi al gen.Spinola o al maggiore Osorio nel Portogallo degli anni settanta,alla Grecia dei colonelli nel 1967,alla Cuba di Castro,al generale tunisino Ben Ali portato al potere grazie al Sismi-come d’altra parte il colonello Gheddafi- nel 1987 senza naturalmente omettere di ricordare la spagna franchista o il movimento tenentista di Vargas nel 1934 di matrice politica opposta a quella franchista. Ebbene al di la’ delle considerazioni- politicamente di parte -di Galli relative alla netta discontinuita’ tra il regime leninista e quello stalinista e alla legittimita’ delle tesi complottiste di Chiesa,Fo,Blondel sull’11 settembre,le parti piu’ stimolanti del volume sono indubbiamente quelle nelle quali l’autore sottolinea l’originalita’ del contributo di Mini sulla necessita’ di attrezzarsi rapidamente-da parte dei paesi europei e da parte statunitense- per la guerra asimmetrica,nelle quali il politologo milanese individua nell’opera del colonello Tommaso Argiolas -La guerriglia-Storia e dottrina- un contributo significativo sulla particolarita’ della guerriglia che” non puo’ piu’ essere considerata una forma minore di guerra ma deve essere collocata accanto alle grandi operazioni corazzate e nucleari”.Inoltre le ampie citazioni tratte dagli scritti del gen.Jean-relative alla necessita’ di “smettere di consideare la pace come una specie di diritto acquisito(..),di smettere di vantarsi(..) di essere una nazione disarmata e considerare le forze armate come strumento di guerra anziche’ come mezzi indispensabili per qualsiasi pace possibile”contribuiscono ad offrire al lettore un quadro teorico di piu’ ampio respiro.Ad ogni modo,il cap.VIII della Parte Seconda costituisce l’apporto piu’ originale del politologo Galli sotto il profilo storico-strategico.La consapevolezza della assoluta originalita’ della guerra rivoluzionaria rispetto alle tipologie di guerra tradizionali ,fu espressa in tutta la sua ampiezza da Girardet negli anni sessanta due anni dopo l’insurrezione algerina(maggio 1958) in un discorso all’Accademia francese nel quale sottolineava come la guerra rivoluzionaria avesse superato le frontiere tradizionali della specializzazione militare e poneva l’enfasi sulla influenza strategica determinante svolta dalla esperienza vietminh e indocinese nel riorientare profondamente la dottrina militare francese.La centralita’ della dimensione psicologica,l’organizzazione di gerarchie parallele-attuate poi da Trinquier-,la necessita’ di trasformare la neutralita’ del soldato classico in soldato militante in grado di agire psicologicamente sulle masse diventaranno le nuove modalita’ strategiche dell’esercito francese in Algeria e troveranno in Godard,Larechoy,Bigeard e nei trentacinquemila para’ francesi gli strumenti piu’ efficaci per dare concretezza alle nuove scelte politico-militari.L’impostazione ideologica di cui si faranno-nella maggior parte dei casi- interpreti sara’ quella-per usare le parole di Lentin (p.123)-colonial socialista cioe’ una sintesi fra” l’esigenza di un rinnovamento nazionale,il ripristino della grandeur francese e l’intenzione di socialita’ paternalistica”che trovera’ modo di prendere forma concreta nel movimento del 13 maggio ad Algeri.Sebbene siano passati piu’ di quarant’anni da quella esperienza,tuttavia -conclude Galli nel cap.XIV della Parte terza-come gia’ al tempo dei colonelli della guerra rivoluzionaria il pensiero militare contemporaneo non potra’ che scegliere sulm piano politico o il liberismo o “ soluzioni che comportino un principio di programmazione”.

Gagliano Giuseppe

                    

Blog su WordPress.com.