strategicstudies

Novembre 14, 2008

BADENKAMPE DI HANNS SCHNEIDER-BOSGARD,LEG

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BADENKAMPE di HANNS SCHNEIDER-BOSGARD,LEG 2003

Scritto dal corrispondente bellico delle SS e pubblicato tra il 1944 e il 1945 ,questo saggio costituisce un vero e proprio handbook di controguerriglia operativa sorto per attuare efficaci contromisure nella zona operativa del Litorale-Adriatico.Benche’ diviso in otto capitoli-all’interno dei quali trovano ampio spazio le riflessioni di Seitz sul ruolo degli ustacia nel contesto croato,le analisi comparative di Rosner sul nazismo e sul fascismo e l’approccio geopolitico di Glauen sulla penisola istriana-la parte centrale del saggio e’ dedicata alla individuazione delle linee di forza che caratterizzano la guerra per bande e alle necessarie contromisure. L’autore- consapevole che numerose sono le caratteristiche che accomunano la guerra per bande sia in Europa che nei continenti extraeuropei -e’ altresi’ persuaso che il contesto operativo possa l’analista a introdurre delle varianti che certo non inficiano il quadro teorico di riferimento. Partendo da un assunto clauswetziano,l’autore sottolinea come la guerra per bande sia una vera e propria guerra assoluta che infrange ogni norma del diritto bellico e di cui i bolscevichi sono stati-insieme agli inglesi-interpreti di indubbio valore.La sua diffusione capillare a livello geografico prova che la guerra per bande non ha confini nonostante le diversita’ geopolitiche. L’assenza di attriti e’ certamente un’altra caratteristica di rilievo tanto quanto l’esigenza di distruggere i beni del nemico. Lo smantellamento dei mezzzi di trasporto del nemico e delle vie di comunicazione sono evidentemente due obiettivi ineludibili nella strategia della guerra per bande tanto quanto l’efficacia che determina l’effetto sorpresa cagionando nel nemico sconcerto e disorganizzazione. La mimetizzazione all’interno del contesto della societa’ civile contribuisce in modo evidente al successo della guerra per bande,mimetizzazione che consente la realizzazione di una servizio di intelligence. Proprio per questa ragione la repressione congiunta al controllo capillare della popolazione diventano strumenti efficaci di contromisura e devono consentire di “snidare e neutralizzare gli incaricati locali”della intelligence. Affinche’ la mimetizzazione abbia efficacia, la mobilita’ permanente sia degli uomini che dei depositi deve attuarsi costantemente. A tale scopo,diventa necessario creare le condizioni per una continua fibrillazione del nemico attraverso un incremento delle azioni di sabotaggio e di attacco diretto.Operativamente la formazione di controbande o Jagdkommandos - affiancate da truppe regolari-composte da piccole unita’ sono uno strumento di indubbia efficacia.Naturalmenmte accanto all’azione repressiva diventa indispensabile sia una azione di intelligence sia una accurata guerra psicologica dalla doppia valenza(occulta e /o tramite una adeguata politica culturale) allo scopo di riconquistare gli animi e i cuori della popolazione,dividendo e disgregando nel contempo il nemico. Perche’ tutto cio’ sia portato a compimento una leadership carismatica diviene necessaria ,una leadership che sia in grado di indurre i propri uomini al sacrificio estremo inseguendo il nemico a tempo indeterminato senza lasciare traccia,eliminando le spie,attuando blocchi stradali,addestrando il partigiano alla prontezza operativa costante,costruendo fortificazioni campali,muovendosi in quel segmento temporale che va dal crepuscolo all’alba,sequestrando armi e munizioni al nemico,tagliando le comunicazioni telefoniche, prediligendo il sabotaggio alla distruzione completa(“svitando i binari,piazzando mine sotto i binari,facendo saltare i serbatoi idrici,provocando smottamenti,servendosi di pistole-mitragliatrici e bombe molotov”).Complessivamente l’autore dimostra di avere una conoscenza estremamente approfondita sia della guerriglia che della controguerriglia ,una conoscenza che-al di la’ delle ammissioni implicite-si costruisce su una attenta valutazione della strategia bolscevica e di quella anglosassone la cui efficacia e’ riconosciuta -obtorto collo- dallo stesso autore.

Gagliano Giuseppe

Novembre 12, 2008

BASIL LIDDELL HART,PARIDE O IL FUTURO DELLA GUERRA,LEG 2007

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E’ indubbio che il presupposto metodologico che sostiene il saggio dell’autore-edito nel 1925-

sia di natura realista come si evince chiaramente sia dall’ironia riservata ad una interpretazione idealistica delle relazioni internazionali sia dalla costatazione che la guerra e’ un dato di fatto determinato dalla imperfezione della natuta umana.Ma l’approccio realistico nulla ha a che vederecon la condivisione della concezione strategica della guerra assoluta di cui Napoleone fu l’artefice sul piano operativo mentre Clausewitz ne fu il piu’ autorevole interprete,guerra assoluta che raggiunge l’apice della distruttivita nella Grande Guerra.Ebbene per l’autore non sara’ piu’ riproponibile nel futuro una scelta strategica di tale natura soprattutto per le conseguenze devastanti.Al contrario,bisognera’ teorizzare una nuova strategia -denominata strategia indiretta-

allo scopo di rendere operativa una guerra limitata che ponga l’enfasi sulla centralita’ dell’impatto morale che e’ possibile determinare sul nemico,che sottolinei la centralita’ “di trasformare la volonta’ avversa in una volonta’ conforme alla nostra politica”(p.91) con il minimo di danni tenendo sempre ben presente che la distruzione delle forze nemiche non e’ il fine ma lo strumento per conseguire la vittoria.Il raggiungimento di tale obiettivo implica l’uso di una varieta’ di mezzi molto ampi che concorrono ad individuare il tallone di Achille del nemico proprio come fece Paride che fu in grado-con il minimo dispendio di forze-di abbattare pie’ veloce.I mezzi indicati dall’autore si possono agevolmente riassumere nel modo seguente :1)il blocco navale strumento adegauto per eserciatre una rilevante pressione sullo stomaco del nemico;2)la guerra aerea per colpire le tasche del nemico e cioe’ i centri nevralgici della industria nemica che per riuscire dovra’ essere rapida,una sorta di guerra lampo aerea ;3)la guerra chimica che consentira’ di determinare danni permanenti piu’ contenuti rispetto all’uso delle pallottole o delle granate.Le argomentazioni-morali e giuridiche-utilizzate per bandirle sono rigettate dall’autore senza alcuna remora e ipocrisia.4)la guerra sottomarina ed infine 5)il carro armato che concretizza velocita’ e impeto demoralizzando il nemico.Al di la’ della demagogia antitedesca-nei confronti di Clausewitz e antifrancese-nei confronti di Napoleone-,l’autore riconosce di buon grado i meriti del Maresciallo Foch,del Colonello Fuller e del Generale Altrock -omettendo i contributi di grandissima rilevanza di Douhet-nell’averlo anticipato e sottolinea altresi’ l’ampia appplicazione che ha avuto la strategia indiretta nella seconda guerra mondiale.

GAGLIANO GIUSEPPE

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