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Luglio 11, 2008

INTRODUZIONE ALLO STRATEGICGROUP

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Luglio 10, 2008

CHRISTOFER SIMPSON SCIENCE OF COERCION Comunication Research&Psychological warfare 1945-1960

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CHRISTOFER SIMPSON
SCIENCE OF COERCION
Comunication Research&Psychological warfare 1945-1960
OXFORD UNIVERSITY PRESS,1993
L’autore,docente alla American University di Scienza delle Comunicazioni,affronta in modo lucido un capitolo fondamentale della strategia politico militare statunitense:la guerra psicologica(da ora in poi GP ndr) iniziando il suo percorso storico dai contributi pioneristici di WILSON e CREEL nel 1917 che ebbero modo di concretizzarsi con la nascita del Committee of Public Opinion.Tuttavia,sotto il profilo accademico l’integrazione attuata da LIPPMANN tra scienze sociali e GP gettera’ le basi dei contributi sistematici e fondamentali di LASWELL,LAZARSFELD,WAPLES che sperimenterranno l’efficacia della GP contro i nazisti ,pur riconoscendo che proprio GOEBBELS poteva considerarsi un predecessore di autorevole significato.Sara’ solo con DONOVAN nel 1941 che la GP entrera’ a far parte a tutti gli effeti della intelligence americana sia sotto il profilo terorico che sotto il profilo operativo.All’interno dell’OSS DONOVAN volle istituire un settore specifico di GP che affidera’ a McCLOY l’anno dopo.A partire da questa data l’efficacia della GP sara’ rafforzata dalla esigenza di far interagire una pluralita’ ampia di discipline umanistiche-quali la storia,le scienze politiche,l’economia,la statistica,l’antropologia e la geografia allo scopo di abbracciare la realta’ nella sua complessita’ evitando qualsivoglia forma di monismo teorico o di angusto specialismo.Anche quando-nel 1946- la direzione della settore psicologico dell’OSS passo’ nelle mani del Gen.McCLURE l’esigenza di interdisciplinarita’ non venne meno come prova il coinvolgimento della rivista STARS AND STRIPES o della VOICE OF AMERICA la piu’ importante voce radiofonica statunitense. Parallelamente a questa iniziativa istituzionale alcuni centri di ricerca universitari e privati porteranno avanti in modo autonomo fondamentali ricerche sulla GP .Sia sufficiente pensare alle universita’ di YALE,STANFORD,CORNELL,HARVARD(il cui CENTER FOR RUSSIAN RESEARCH era finanziato dalla CIA e dall’AIR FORCE) ,alla COLUMBIA,o alle pubblicazioni accademiche come la PUBLIC OPINION QUARTERLY o l’AMERICAN JOURNAL OF SOCIOLOGY; per quanto concerne il settore privato,si pensi alla RAND CORPORATION,alla ROCKFELLER FOUNDATION e alla RUSSELL SAGE FOUNDATION .Di eguale importanza sarnno i media come la CBS e le testate gironalistiche quali TIME,FORTUNE e READER’S DIGEST.Allo scopo di dare una veste di piu’ ampio respiro sotto il profilo del coordinamento politico e miliatre,l’NSC nel 1947 licenziera’ il rapporto denominato NSC 4A con il quale la CIA era autorizzta a praticare la GP e a proseguire le sperimentazione avviate con l’OSS.Il documento successivo-NSC 10/2-concretizzera’ le aspettative della prima iniziativa dando vita all’OPC organismo che coordinera’ la GP nel contesto della guerra fredda. Sotto la direzione di WISNER i legami con la CIA e il DIPARTIMENTO DI STATO saranno fondamentali per conferire all’offesinva americana tutta la necessaria ampiezza e capillarita’.Proprio questa stretta interazione consentira’ di ampliare il concetto di GP includendovi il sabotaggio,la guerriglia e la sovversione gettando le basi di una nuova con concezione strategica e cioe’ quella della guerra pluridimensionale .A tale proposito,il contributo dell’USIS edell’USIA costituiranno altrettanti tasselli fondamentali della guerra fredda. L’insieme di tutte queste articolate iniziative porteranno ad un rilevante applicazione nota come PROGETTO FILIPPINE con il quale posero come presidente MAGSAYSAY.Il successo di iniziative come queste indurranno TRUMAN a rafforzare i legami istituzionali tra l’USIA E la CIA.Sul fronte accademico le ricerche proseguiranno nel 1950 con il contributo della CIA al CENIS del MIT grazie al suo direttore Max Millikan che coinvolgera’ gli studiosi BRUNES,LASSWELL,LAZARSFELD che ebbero prevalentemente un uditorio di militari e di appartenenti alla comunita’ della intelligence.Ad ogni modo, uno dei contributi teorici con ampie ricadute operative, sara’ quello di LERNER che sulla rivista POQ mettera’ a punto una originale sintesi di propaganda nera e bianca che dara’ esito ad una efficace propaganda di controinsorgenza destinata a rivelarsi utile per i BERRETTI VERDI sia nel Laos che nella Cambogia.Quando la guerra fredda raggiungera’ il proprio culmine, l’intelligence avra’ cura di controllare o escludre articoli e autori potenzialmente pericolosi o apertemente contrari alla politica americana(si pensi a ADORNO o a MILLS). L’insieme dei controlli svolti dall’FBI erano pienamente legittimati dalla necessita’ di impedire che si costituisse un fronte interno o quinta colonna di intellettuali in grado di ridimensionare l’efficacia della guerra psicologica.La sacralita’ del mondo accademico-contrariamnete a quanto sostiene l’autore-andava e doveva essere violata per la sicurezza nazionale.In un ottica realistica, l’operazione di controllo/censura portata avanti soprattutto dall’FBI costituiva un apporto alla guerra psicologica di estrema rilevanza.

Luglio 9, 2008

BERNOCHI PIERO,VOGLIAMO UN ALTRO MONDO,DATANEWS 2008

Archiviato in: POLITICA — Tag:, , , , , , — prupitto24 @ 4:14 pm

BERNOCCHI PIERO,VOGLIAMO UN ALTRO MONDO,DATANEWS 2008
In questo recentissimo volume l’autore non solo individua analogie e differenze tra il movimento del sessantotto e quello no global ma con estrema lucidita’ denuncia il tradimento attuato consapevolmente dalla ’sinistra’ istituzionale nei confronti degli ideali socialisti sottolineando la sostanzianziale contiguita’ programmatica tra la sinistra istituzionale e la destra berlusconiana.Con la stessa lucidita’ e fermezza, l’autore non si sottrae dal denunciare la bancarorra alla quale le forze politiche stanno portando il nostra paese in merito al rispetto della laicita’,rispetto barattato in modo osceno da gran parte della classe politica per mere ragioni elettorali .Ancora piu’ spietata-se possibile-la denuncia di un altro tradimento:quello sindacale che per questioni di potere e di trasformismo ha sistematicamente cancellanto alcune delle principali conquiste dei lavoratori diventando il migliore interlocutore dei poteri forti.Insomma la deriva liberista e riformista della sinistra storica e del potere sindacale ha travolto le legittime aspettative dei lavoratori.Ma ecco sulla scena storica apparire un nuovo messia: I cobas che saranno in grado di fronteggiare la reazione padronale con efficacia.Al di la’ del facile ottimismo dell’autore-in alcuni casi indubbiamente commovente e patetico-,noi siamo al contrario persuasi della impossibilita’ del sindacalismo antagonista di attuare una opposizione costruttiva e non velleitaria.Allo stesso modo, la cesura indicata dall’autore tra i movimenti del sessantotto e il terrorismo non ci convice per nulla trattandosi di una interpretazione revisionista, volta a salvare storicamente un movimento fallito per autocombustione e grazie ad una efficace repressione .La stessa fiducia viene riposta nei confronti del movimento no global di cui non si comprende la assoluta inefficacia che ha dimostrato nella capacita’ di trasformare la prassi.Ancora piu’ erronee ci sembrano le valutazioni sui governi del Sud America di cui Bernocchi non coglie la dimensione propagandista non distinguendola dalla realta’( assai lontana dalle favole socialiste).Infatti la mitizzazione politica e il fanatismo ideologico impedisce di osservare ,con il dovuto realismo e con il necessario cinismo, una realta’ che procede su binari esattamente contrari rispetto a quelli indicati nei programmi.Sia sufficiente pensare al tradimento liberista di Lula-ampiamente prevedibile- e alla Cuba castrita vera e propria dittatura monopartitica(altro che democrazia consiliare!).Queste gravissimi errori sono analoghi a quelli compiuti dalla sinistra storica nei confronti sia della Russia leninista e stalinista che nei confronti della Cina maoista.La storia-tragicamente-si ripete e non insegna nulla agli utopisti di ieri e di oggi.
Se all’autore risulta evidente il fallimento del partito- stato-come risulto’ evidente a tutta la tradizione anarchica gia’ qualche anno dopo la rivoluzione di ottobre-non risulta altrettanto palese
all’autore il fallimento al quale saranno destinati gli esperimenti di democrazia alternativa(fatta salva l’osservazione che quella rappresentativa e’ solo un guscio vuoto per celare la spietata competizione tra oligarchie ,tesi questa gia’ formulata dalla scuola realistica italiana).Certo l’idea che adunate di centinaia di miglia di persone possano invertire l’ordine mondiale equivale a non aver compreso la reale dinamica del processo storico,equivale a ricadere nella illusione neo-sessantottina di poter cambiare lo stato di cose attraverso I poteri taumaturgici della assemblea.Anche la difesa svolta dall’autore nei confronti dell’uso della resistenza armata sottovaluta un dato elementare:come e’ legittimo l’uso della guerriglia per difendere I propri diritti cosi’ e’ altrettanto legittimo-da parte del potere- rispondere con eguale forza innescando un circolo vizioso dal quale difficilmente si puo’ uscire in breve tempo.Condivisibile ci pare-al contrario- sia la critica alla posizione non violenta bertinottaina mero espediente politico volto a riassorbire il pacifismo laico e religioso e a creare un incremento elettorale sia al liberismo da operetta del padronato che-senza il sostegno dello stato-sarebbe andato in malora gia’ da tempo immemorabile.
In ultima analisi,siamo persuasi che la forma movimento sia inesorabilmente destinata o ad essere riassorbita dalle oligarchie o a degenerare in violenza terroristica finendo per innescare un processo di controterrore(nella ipotesi peggiore) .

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